RANGZEN: LIVE AT ABBEY ROAD STUDIOS

di Rolando Giambelli - Presidente Beatlesiani D’Italia Associati

Delle magiche ore passate il 29 gennaio 2005 dentro gli studi londinesi di Abbey Road i Rangzen, oltre alla loro presenza nell’album “A day in the life in Abbey Road”, hanno terminato un cd disponibile tra qualche settimana e che in Romagna verrà distribuito gratuitamente in oltre 12.000 copie dal quotidiano “La Voce” probabilmente l’8 dicembre in occasione dell’anniversario di John. Allertate dunque i vostri amici romagnoli e fatevene prenotare una copia…

La decisione del gruppo di Rimini di registrare un mini concerto live nel mitico Studio 2 senza preoccuparsi troppo dei perfezionismi, unita alla loro ben nota dimestichezza con il repertorio dei Fab Four si è dimostrata alla fine una buona scelta.

Con un piccolo lavoro di rimixaggio  per sistemare il già buono, ma veloce, assemblaggio fatto a Londra da Alex Scannel, ecco ora pronti sette brani dei Beatles, poco convenzionali e ben intrisi, nell’esecuzione, della comprensibile adrenalina che scorreva veloce nelle arterie della band romagnola.

Dopo un minuto circa di “ambient” con check sound e scambi di battute con il fonico Alex, si parte con una fantastica “Getting Better” , tutt’altro che facile, per passare ai classici “You really got a hold on me” o una freschissima e poco sentita “I call your name” vibrante del suono magico della Rick 12 .

Dove i Rangzen lasciano però il loro segno rockeggiante è una “cattivissima” “Hey Bulldog” con un ottimo duetto vocale di Ricky e Gogo, possente Stainway di Giancarlo e graffiante solo  di chitarra elettrica del “vecchio” Claudio, così come nella bellissima e trascinante “Old Brown Shoe”,  omaggio all’amato Gorge e brano che capita molto raramente  di ascoltare da una Beatles Band.

Infine la briosa “You’re gonna loose that girl” e la spettacolare “I’ve got a feeling” dove il giovanissimo cantante dei Rangzen, Ricky dimostra veramente di che cosa è capace..

Molto divertente la Jam nel gigantesco Studio One dove i Beatles hanno inciso le storiche “All you need is love” “A day in the life” ecc. Qui, alle prese con uno Stainway gran coda lasciato a loro disposizione, i Rangzen si divertono a canticchiare “Maxwell Silver Hammer”, “You gave me the answer” “Oh Darling” (in tonalità originale…) e “A day in the life”…

Momento indimenticabile per loro e percepibile nella sua emozione anche a chi ascolta la track, il cui suono d’ambiente è stato registrato semplicemente attraverso il microfono di una telecamera

Ai brani di Abbey Road i Rangzen hanno però aggiunto, come bonus tracks, altri brani dei Beatles da loro incisi nel loro piccolo ma efficiente “Yellow Studio” di Rimini. E qui ci viene incontro l’impressionante devozione ai mitici di Liverpool unita alla indiscutibile capacità musicale del gruppo di appropriarsi della tecnica e dello “spirito” dei pezzi originali fino a fare davvero  fatica per riconoscere la versione dei Rangzen da quella originale.

 “Come Together” o “Martha My Dear” o “Fixing a Hole” lasciano a bocca aperta e raccontano molto bene tutto il meticoloso lavoro di ricerca dei suoni originali, delle parti orchestrali nonché la impeccabile interpretazione vocale di Ricky e Gogo nelle non facili parti di John e Paul.

 In brani come “Help” o “I’ll be back” e “If I needed someone”  registrati quasi in diretta, riconosciamo invece la straordinaria e ben conosciuta abilità interpretativa della band riminese con un Francesco “Paul” al basso e un Marco “Ringo” batteria che sostengono la struttura melodica in modo ineccepibile.

In “Taxman” l’ impressionante “solo” di chitarra eseguito con Epiphone Casino d’ordinanza da Marco “firma” la sua devozione al genio Maccartiano  dei Beatles, mentre in “Penny Lane” dobbiamo arrivare forse al “solo” di tromba per capire che non stiamo ascoltando i Fab Four…

In conclusione è certo che ad un beatlesiano doc non può mancare l’ascolto di questo eccellente lavoro dei Rangzen mentre per coloro che dei Beatles pensano solo a Yestarday o a Let it Be o Yellow Submarine, l’album offre l’occasione di visitare percorsi meno seguiti e molto stimolanti della grande musica dei Mitici Quattro.

Buon ascolto.

 

Rolando Giambelli - Presidente Beatlesiani D’Italia Associati

 

 
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